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Africa Unite e Architorti

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Quello che colpisce di questo esperimento è la voglia di mettersi seriamente in gioco della band reggae, dopo quasi quarant’anni di carriera. Avevamo già ascoltato il connubio sul disco In tempo reale, in free download sul sito del gruppo, dove gli Architorti la fanno da padrone insieme alle voci di Bunna e Madaski. L’effetto sorpresa si conferma e amplia in concerto, dal vivo al Bacchanalia di Tiriolo, per il quale i due “leader” si presentano accompagnati da un trio d’archi e dal percussionista Papa Nico. Niente chitarre, niente sezione ritmica, né fiati, il tutto è abbastanza atipico per una band come la loro. Gran parte del live è incentrata sull’ultimo disco, Madaski orchestra le basi su cui gli Architorti ricamano note su note per la voce acuta di Bunna, rasta man sempre sul pezzo.

Il nome completo sulla locandina è (Africa) Unite System of a sound & Architorti: pare davvero un incrocio tra un sound system dub e un’operetta, all’interno s’inseriscono percussioni ed effetti pianistici, toccando il vertice lirico probabilmente su Nin (nuove intrusioni notevoli), “ma non cerco assoluzione”. A parte la militanza e l’apertissima critica all’attualità “social”, già presente in tutto l’ultimo periodo del gruppo (leggi), sono i brani del passato rivisti in questa chiave che spiazzano completamente: nuovi arrangiamenti, nuovi colori per Mentre fuori piove, Sotto pressione, uno dei loro manifesti, NottiIl partigiano John, ecc.; canzoni che si trasfigurano e mettono ancora più al centro il messaggio, veicolato dalla perfetta voce di Bunna, sospinta in alto dagli archi.

Gli stessi Africa Unite pongono l’accento sull’intimità del nuovo formato, pochissime parole tra un pezzo e l’altro, a parte un discorso di Madaski sul fake che va tanto di moda ultimamente. Se c’è una cosa che hanno dimostrato stasera, qualora ce ne fosse stato bisogno dopo una carriera così lunga, è proprio il loro non esserlo (fake). Il concerto finisce con uno dei primi brani della formazione, in inglese, dopo di che lo stesso Bunna fa partire il dj set con la canzone di Bob Marley che assegna il nome alla band (ascolta). Piazza Italia applaude ed è il segnale che stasera hanno convinto altre tematiche, e di questi tempi non era mica facile o scontato.

(Il video non è di Calabrians Most Famous)


Categorie:
Live report · News
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