Francesco Rosi

By LW, 21/07/2017

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Il cineasta napoletano Francesco Rosi aveva ereditato l’amore per le immagini dal padre Sebastiano, appassionato di fotografia e vignettista, oltre che direttore di un’agenzia marittima per una vita. Il nonno paterno del regista, suo omonimo, era nato a Pizzo (leggi) e lasciò anche lui un’impronta sul nipote, come scritto nel libro Io lo chiamo cinematografo. Palma d’oro a Cannes nel 1972 per Il caso Mattei, Leone d’oro alla carriera e per il film Le mani sulla città, più molti altri premi e riconoscimenti in carriera, Rosi è stato un grandissimo esponente del cinema italiano. Dopo varie esperienze artistiche e culturali già in giovane età, esordisce girando alcune scene di Camicie rosse, dirigendo così altri due grandi “vibonesi” sul set. Non è l’unica pellicola storica della sua filmografia, negli anni Settanta comincia un lungo sodalizio con l’attore Gian Maria Volonté. Regista teatrale e intellettuale impegnato, Rosi fu spesso in Calabria, ma non molto a Pizzo, dove s’è vista pure la figlia Carolina, attrice. Rivediamo in fondo all’identikit una scena tratta da uno dei suoi capolavori, aggiungendo e ricordando un altro personaggio “scomodo” dentro al nostro archivio.

 

IDENTIKIT

Nome: Francesco
Cognome: Rosi
Nazionalità: Italiana
Nato a: Napoli
Il: 15 novembre 1922
Origine:
Pizzo (VV), il nonno paterno Francesco Rosi
Web:
it.wikipedia.org/wiki/Francesco_Rosi