banner

Duo Pitros

  •  
  •  
  •  

Domenica 10 marzo, ore 19, a Lamezia sembra quasi primavera e il Duo Pitros si esibisce in concerto al Teatro Umberto per il Lamezia Classica Festival, curato dal Conservatorio di musica P.I. Tchaikovsky di Nocera Terinese con il patrocinio dell’amministrazione comunale lametina. Si tratta della seconda edizione, vari concerti che si terranno anche al Politeama di Sambiase fino al mese di giugno; il giorno precedente è stata la volta del Classical Trio (pianoforte, flauto e clarinetto). Alle 19:30, Luigi Santo (tromba) e Daniela Gentile (pianoforte) entrano in scena e cominciano con To a wild rose di Edward MacDowell il loro “sogno romantico”, un concerto in cui al centro c’è la melodia, secondo le parole dello stesso Santo che introduce tutti i brani del duo. Dopo è la volta di Ludovico Einaudi, del quale propongono Due tramonti e Nuvole bianche, quest’ultima un po’ disturbata da qualche rumore di fondo. Alcune delle composizioni eseguite sono riarrangiate secondo la formula tromba/pianoforte, altre invece sono state scritte per questa particolare formazione da camera, come quelle di Vladimir Peskin che chiudono la prima parte del concerto. Sempre secondo le spiegazioni del trombettista, sono esaltate le caratteristiche della scuola russa ottocentesca proprio per la timbrica creata da questi due soli strumenti. Il Concerto n.1 in Do minore si compone di tre movimenti, in parte influenzati da Rachmaninov di cui Peskin fu allievo, e vedono la Gentile concentratissima sui suoi spartiti e il bellissimo Steinway & Sons nero del Teatro Umberto.

Dopo una breve pausa si riapre il sipario e si riprende con un intrigante Notturno del compositore armeno Arno Babajanian, e poi due Ritratti del contemporaneo Joe Turrin, un Salmo e una ninna nanna. È ancora il trombettista a spiegare come il suo strumento sia molto “spirituale”, un tempo suonato solo dai sacerdoti (cit.), quindi “non c’è da stupirsi che si possa fare anche una ninnananna con la tromba”. Prima dell’ultimo brano, Santo ringrazia l’organizzazione e si complimenta per il luogo, “una bomboniera”, definendosi molto contento per il suo primo concerto in Calabria con il Duo Pitros. Lui stesso, infatti, è calabrese e suona in regione per la prima volta dopo tredici anni di sodalizio con la Gentile. I due poi si cimentano in una Rhapsody in Blue di quel genio assoluto che fu George Gershwin; anche qui Santo racconta qualche aneddoto sul compositore statunitense di origine russo-ebraica. La loro è una trasposizione del trombettista russo Nakariakov, ovviamente diversa dall’originale per orchestra, ma comunque ben eseguita e molto apprezzata dal pubblico presente. “La rapsodia non è musica classica, non è jazz, ha accenni blues…”, insomma non si sa bene cos’è, ma è sempre un piacere ascoltarla per lasciarsi andare alla sua musica senza tempo.

È il momento del bis: “la tromba è come la voce, non è simile, è uguale” e infatti lo sapevano bene nel Seicento e nel Settecento, tanto che trombettisti e cantanti si esercitavano insieme e si sfidavano pubblicamente, con scommesse da parte del pubblico su chi avrebbe tenuto di più l’acuto. Fatta questa premessa, il duo esegue Concerto per una voce del francese Saint-Preux; si tratta di un altro riarrangiamento di un brano per soprano e quartetto d’archi, con cui si chiude la loro esibizione, “tranquilli che non vi faccio sentire la mia voce!” (cit.). Personalmente ho apprezzato il concerto, l’interazione con il pubblico e le simpatiche introduzioni dei brani eseguiti. Una bella serata, per una manifestazione che credo potrebbe piacere anche a chi, come il sottoscritto, non è esperto del genere.

(Live report precedentemente pubblicato su Calabria Sounds Rock)


Categorie:
Live report · News
Like:
1

Post recenti

Articoli correlati


Post Popolari

Leave a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Time limit is exhausted. Please reload CAPTCHA.