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Eco Nuel

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Eravamo già passati per i sotterranei dell’Arterìa di Bologna, nel marzo di quest’anno, per vedere il concerto dei Miss Fräulein in apertura a The Niro. Stasera, invece, nel locale di Vicolo Broglio è di scena Eco Nuel nella prima tappa del suo tour autunnale, accompagnata da Massimiliano Gallo e Cristian Motta, rispettivamente chitarra e batteria dei Proteus 911. Prima dell’esibizione della cantautrice calabrese, abbiamo il piacere di guardare la mostra di Francesco Dibattista, interessante disegnatore lucano che vive e opera a Bologna. I suoi fumetti, i disegni e le incisioni sono uno strano accostamento alla sognante musica di Eco: se quest’ultima apparentemente predilige la parte buona dei sogni ad occhi aperti, Dibattista, sempre all’apparenza, tende agli incubi; la coincidenza poi è pure mitologica, dal momento che la mostra si chiama Lost Narcissus.

Fuori una bufera ha abbassato la temperatura di dieci gradi e dentro la gente è davvero poca (tempi duri per la musica dal vivo!). Loro attaccano verso le 23 e, ascoltandoli, il primissimo confronto non può che essere con Where roses fall, l’album dei Proteus 911 in cui Eco appare come ospite in alcuni brani. Se in quegli episodi la voce era spesso rarefatta, alla stregua degli altri strumenti, nel progetto solista invece si dà più risalto alla personalità di Eco Nuel ed è quindi proprio la voce a stare al centro della scena. Lì era solo Eco, pura voce, adesso è anche Nuel. La band esegue le canzoni di Almost White, l’album d’esordio uscito quest’anno (2011), assecondando i toni delicati e malinconici della cantautrice. Riferimenti vari, ma senza un ordine preciso: Beth Gibbons e Portishead, Tori Amos, Fiona Apple? Con una componente più “rock”, dovuta soprattutto alla sciolta percussività di Cristian Motta e alle geometrie chitarristiche di Gallo. Anche nei pezzi più orecchiabili, come Air Pocket, non manca mai l’inciso strumentale e quando questo diventa una lunga coda, i tre musicisti sembrano divertirsi di più (The Road, per esempio).

Molto timidamente, dopo metà concerto, viene presentato il progetto e la cantautrice ci tiene a specificare la sua provenienza calabrese. Eco canta e suona con passione le sue canzoni ed è sempre impeccabile dietro al piano Korg rosso, ma sarà anche per lo scarso pubblico, il live non decolla del tutto se non proprio in quei momenti in cui i tre si lasciano andare di più, dilatando i brani. Dopo una buona ora il concerto finisce, i pochi presenti applaudono e si esce dai sotterranei per tornare in superficie un po’ immalinconiti. Che dire? C’è del grande potenziale, ma sta solo a loro (a lei) decidere che strada prendere, poiché osando un po’ di più potrebbero colpire veramente, al momento sono un buon gruppo elettro-pop-rock per palati fini.

(Live report precedentemente pubblicato su Calabria Sounds Rock)


Categorie:
Live report · News
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