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Intervista a Daniela Roma

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Ultimamente abbiamo conosciuto un po’ meglio Daniela Roma, pianista cosentina che vive e lavora negli Stati Uniti, ne avevamo scritto sulla scheda dedicata ad Alfonso Rendano. Nonostante il fermo del sito, non abbiamo resistito alla tentazione di farle qualche domanda ed è venuta fuori questa piccola intervista per cui la ringraziamo.

 

Ci racconta un po’ il suo percorso musicale? Com’è avvenuto l’incontro con il pianoforte e come si è evoluto nel tempo?
Quando avevo quattro anni, mio padre, docente presso l’Università della Calabria, mi portava con sé nel suo dipartimento dove c’era un pianoforte verticale. Passavo le ore a strimpellare su quello strumento. Qualche anno dopo iniziai a studiare pianoforte e il mio percorso musicale da allora non si è mai interrotto.

Al momento dove vive precisamente e di cosa si occupa?
Vivo nel Rhode Island, USA, e faccio la pianista a tempo pieno con mia grande gioia e soddisfazione.

Un’esibizione che ricorda con particolare emozione?
Ogni esibizione mi trasmette emozioni sempre diverse. Se devo menzionarne una, ricordo con particolare emozione il concerto tenuto presso la Villa Doria-D’Angri di Napoli. Ho suonato nella sala che nel 1880 ospitò per ben otto mesi R. Wagner, il quale vi completò il Parsifal: è stata un’esperienza straordinaria.

Non possiamo non chiederle del rapporto con la Calabria, quali sono i suoi luoghi del cuore?
La Calabria è sempre nel mio cuore, nonostante la distanza che mi separa dalla mia amata terra. Appena possibile rientro in Italia per trascorrere del tempo con i miei familiari, i miei amici e per rivedere i luoghi del cuore. Sono cresciuta a Cosenza, città ricca di storia con un centro storico meraviglioso che però, purtroppo, attualmente versa in condizioni non idonee alla sua bellezza. Accompagna tutti i miei ricordi più belli Castroregio, un piccolo borgo dell’alto Ionio cosentino, paese in cui ho trascorso momenti indimenticabili con i nonni paterni.

E il rapporto con Alfonso Rendano? È vero che è stata tra le prime al mondo a registrare i suoi brani?
Ho incontrato la meravigliosa musica di Alfonso Rendano nel 2001 e da allora la eseguo abitualmente cercando di farla conoscere anche all’estero. In anteprima mondiale ho inciso la sua opera pianistica, il concerto per pianoforte e orchestra nella riduzione per due pianoforti così come fu eseguito a Weimar da Alfonso Rendano e Ferenc Liszt, e altri brani inediti che mi furono gentilmente dati dalla nipote del compositore calabrese, la signora Angelica Ruffolo Scarpa.

 

 

Conosce e/o ammira altri Calabrians Most Famous?
Ci sono tantissimi calabresi che si fanno valere nel settore artistico e non solo, in Italia ma anche all’estero. Sono orgogliosa di essere calabrese e sono felice ogni volta che incontro o leggo di un “Calabrians Most Famous”!

Impossibile non chiedere qualcosa sull’attualità, come ha vissuto quest’ultimo anno?
Sicuramente è stato un anno terribile per tutti, un anno che ci ha privati di molte cose. Ciò nonostante, l’ottimismo e la voglia di fare non mi hanno mai abbandonata, in fondo anche dai momenti di maggiore difficoltà si possono cogliere degli aspetti positivi e si può imparare tanto.

Progetti per il prossimo futuro? Qualcosa già sappiamo…
Sono in programma diversi concerti live ed incisioni discografiche. Sarà particolarmente emozionante tornare ad esibirmi a Cosenza, dopo un lungo periodo di concerti fatti esclusivamente online. Infatti, dal 21 al 24 giugno 2021 si terrà presso la prestigiosa Villa Rendano l’International Music Festival Alfonso Rendano. Si esibiranno pianisti di fama internazionale ed io aprirò il Festival con un mio concerto il 21 giugno. L’evento è organizzato dalla Fondazione Attilio ed Elena Giuliani, io ne curo la direzione artistica. Ringrazio il Presidente della Fondazione Francesco Pellegrini e la Dott.ssa Anna Cipparrone, Direttrice del Museo Consentia Itinera per aver realizzato questa importante iniziativa culturale dedicata al compositore calabrese.

D’istinto, quale libro o film accosterebbe alla sua musica?
Alice’s adventures in wonderland di Lewis Carrol.

Le manca un po’ l’Italia o si sente maggiormente considerata e quindi soddisfatta negli States?
Certo mi manca l’Italia, Nazione splendida, mi mancano i miei affetti, ma vivere in un paese in cui la meritocrazia conta tantissimo ed in cui c’è grande rispetto per la musica come gli Stati Uniti, mi fa sentire molto appagata e mi rende felice.

 

Immagine di copertina: Salvatore Tambato (sito)


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Interviste · News
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