banner

Intervista a Roby Vitari

  •  
  •  
  •  

Abbiamo scambiato quattro chiacchiere con il batterista cosentino di stanza a Los Angeles, Roby Vitari, presente nella nostra classifica 2019 tra l’altro. Qui il suo sito personale per saperne di più e restare sempre aggiornati sulle novità, noi lo ringraziamo per questo viaggio in Calabrifornia. Buona lettura!

 

Partiamo proprio dalle origini, come e quando hai iniziato a suonare?
Innanzitutto grazie mille per lo spazio che mi concedete. Ho iniziato a suonare nel 1980 a Cosenza e dopo qualche anno di “pratica”, ho fondato assieme ad amici cari la prima vera band, Headcrasher. Allo stesso tempo, condividevo con altri cari amici i NIA Punx. Da lì a qualche anno (1990) mi sono trasferito a Torino dove ho continuato assieme a Claudio (Gentile, il cantante) l’avventura. Da lì a poco (1991) ho formato i The Art Of Zapping e da lì ad ora, sono stato parte di molte bands (Kutfaces, This Evol Taste, Jester Beast, Hollywood Killerz, Creepin’ Death, Nefertari, La Cosa, Mindwars ed altre). Nel 2003 ho fondato il mio primo studio di registrazione (poi trasferito in California nel 2017) Number 8 Studio.

Un ascolto che ti ha cambiato la vita?
Il debut album dei Metallica, Kill’em All (assieme a Bonded By Blood degli Exodus). Ricordo che fu il primo approccio con il thrash metal e mi sconvolse la concezione che avevo allora della musica. Prima ascoltavo rock più morbido come Dire Straits, Supertramp, Blue Öyster Cult, America, Eagles, etc.

Chi sono i tuoi batteristi, soprattutto italiani, preferiti?
Buddy Rich, Stewart Copeland, Dave Lombardo, Vinnie Colaiuta, Gavin Harrison, Matt Garstka. In Italia, Bruno Capiozzo, Christian Meyer, Walter Calloni, Roberto Gatto, Federico Paulovich (oltre a molti altri :)).

Quali sono i progetti musicali a cui ti senti maggiormente legato?
Tutte le mie bands hanno significato tantissimo per me. Non ho preferenze in quanto i generi sono stati sostanzialmente diversi. La mia attuale band Mindwars (assieme a Mike Alvord degli Holy Terror), credo sia stata la più longeva. Siamo assieme dal 2014 e stiamo attualmente registrando il nostro quarto album.

Avverti qualche tipo di evoluzione importante nella scena metal?
Avverto un’involuzione haha… scherzi a parte, con l’avvento della tecnologia, purtroppo negli anni i generi si sono stereotipati e i gruppi nuovi suonano più o meno tutti uguali. Ottimi talenti ma suono troppo artificiale e schematizzato. Purtroppo dai primi anni 2000 in poi, non ho più provato grosse emozioni nel metal (e nella musica in generale) a parte qualche eccezione.

 

 

Come va in California in generale e come sta andando questo periodo particolare?
Il concetto di Lockdown è molto diverso qui rispetto a quello che si sta vivendo in Italia. Non esistono divieti ferrei ma solo buonsenso e rispetto del prossimo. Attività chiuse, certo, ma la gente è libera di fare attività dove e come vuole. La vita da queste parti è molto frenetica e basata sul merito e sulla produttività in tutti i campi. Chi si ferma è perduto!

Conosciamo alcuni musicisti che lavorano negli Stati Uniti, cosa c’è effettivamente di diverso? L’italianità all’estero è considerata un valore?
Non saprei rispondere a questa domanda… il pensiero “Italiano” è sicuramente diverso da quello Americano e il nostro estro nell’approccio alla vita in genere è sicuramente molto artistico e poco pragmatico, cosa che rappresenta una differenza sostanziale rispetto alla cultura locale…

C’è qualche altro Calabrian che conosci e apprezzi? Sappiamo già che con uno suoni…
Credo che la Calabria sia e sia stata una grossa fucina di talenti nella storia. Nel mio campo, oltre ai mostri sacri come Rino Gaetano, Loredana Berté etc, apprezzo molto DJ Lugi (caro amico), Carmelo Labate (produttore e chitarrista), Lutte Berg (chitarrista svedese naturalizzato in Calabria), Alessia Labate e molti altri.

Da ingegnere del suono, preferisci lavorare alla produzione dei tuoi album?
Raramente mixo gli albums dei miei gruppi perché sento sempre il bisogno di una persona esterna che dia un valore aggiunto e un’opinione non di parte.

Pensi ci sia una parte di “sud” nella tua musica?  Che rapporto hai con la Calabria?
Ovviamente c’è molto del Sud Italia nel mio modo di essere e pensare, ciò si riflette in tutte le cose che faccio e quindi anche nella Musica.

 


Categorie:
Interviste · News
Like:
1

Post recenti

Articoli correlati


Post Popolari

Leave a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Time limit is exhausted. Please reload CAPTCHA.